Siamo Chiara e Alberto, i genitori di Ambra Sofia.
Lei con una formazione scientifica, lui con una formazione giuridica: due percorsi diversi, uniti dallo stesso amore per nostra figlia e dallo stesso desiderio di trasformarlo in qualcosa che aiuti altre famiglie.
L'abbiamo attesa con tanto amore, in una gravidanza serena, sana e senza particolari complicazioni. Poi, durante un semplice controllo di routine all'ottavo mese, abbiamo scoperto che il suo cuoricino aveva smesso di battere. Da quel momento sono iniziati esami, domande, attese e la ricerca di una spiegazione.
È stata questa esperienza a farci comprendere quanto, ancora oggi, le morti in utero rappresentino una realtà complessa, e quanto sia necessario continuare a investire nella ricerca, nella prevenzione e nella formazione — per approfondire sempre di più e prevenire, per quanto possibile, le morti evitabili.
Siamo pienamente consapevoli che la natura, per quanto feroce quando le condizioni non sono adeguate alla vita, non può essere contrastata. Ma per noi è fondamentale aiutare quante più famiglie possibile.